Ricordi di un vicolo cieco Book reviews

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Author(s): Banana YoshimotoDownload  

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Cinque racconti per cinque personaggi che, in seguito a eventi improvvisi e dolorosi, si interrogano sul significato della propria vita e sulla possibilità di essere felici. Nel primo racconto, intitolato La casa degli spiriti, due compagni di università, Setsuko e Iwakura, sono legati da un profondo legame di amicizia destinato a trasformarsi in un amore profondo. Il secondo racconto, intitolato Mamma!, parla di un tentativo di avvelenamento ai danni di Matsuoka, una ragazza che lavora in una casa editrice. Matsuoka rimette in discussione il legame con le persone che credeva di amare e decide di tornare per un pò di tempo nel paese natale dove, grazie alla quiete e alle attenzioni della nonna, recupera la fiducia in se stessa e nei rapporti umani. Il terzo racconto è una tragica storia di amicizia tra bambini. Mitsuyo, una scrittrice affermata, ricorda il suo rapporto con Makoto, un amico d’infanzia con il quale trascorreva tutti i pomeriggi dopo la scuola. Nel quarto racconto, che dà il titolo al libro, Tomo è vittima di uno stupro. Sarà l’amore per Misawa, un uomo incontrato per caso alla mensa aziendale, a farle ritrovare la serenità? È quello che si chiede Banana alla fine del racconto, in un’amara riflessione sulla solitudine dell’uomo di fronte al dolore e sulla possibilità o meno di essere felici. L’ultimo racconto, Ricordi da un vicolo cieco, ha come protagonista Mimi, una ragazza che scopre il tradimento del fidanzato. Decide allora di cambiare città per cercare di dimenticarlo e incontra Nishiyama, la felicità: un piatto di riso al curry buonissimo fatto mescolando per caso alcuni ingredienti avanzati, tragicamente impossibile da ripetere una seconda volta con lo stesso, identico sapore. Con un linguaggio semplice e scorrevole, Banana Yoshimoto affronta in queste storie tematiche complesse ma, alla fine, i suoi personaggi riescono sempre a trovare nella riscoperta dei rapporti umani e nella placida quotidianità dei legami affettivi la serenità e la forza per continuare a vivere.

Some Reviews: 176 in Goodreads.com

Lulu

Lulu rated it      

I think that “Asleep” is the best by Banana Yoshimoto. Still, this one comes pretty close to it. Personally, I can relate to all five stories in this book. It even makes me re-read “Asleep” and confirms that Banana Yoshimoto is better at writing short stories than novels.(I liked Amrita and Tsugumi but her oh-so-acclaimed Kitchen was a bit weird and I just did not understand N.P., maybe I should re-read them since I have read them like ten years ago or so and maybe I am a little unfair rating them so low now). I think her writing is more mature than in “Kitchen”, for example, but she never loses that magic in her way of explaining stories. I wish she would continue writing, there are so few writers like her. I finished this book (and “Asleep”) full of hope and with a smile on my face, not everybody achieves this. This book is her last for now (2003), if I am not mistaken. Would be great to see a next one. ^_^

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